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$$$POSTSEPARATOR$$$ 11510623$$$ITEMSEPARATOR$$$ 26/03/2007 10:24$$$ITEMSEPARATOR$$$ mi frulla in testa$$$ITEMSEPARATOR$$$ $$$ITEMSEPARATOR$$$ Paturnie.

Stamattina in metro, un signore - giovane avrà a vuto al massimo 38 anni - dopo avermi squadrata a lungo mi ha chiesto se volevo sedermi.
Ho rifiutato gentilmente ma la cosa, piano piano, ha cominciato a generarmi un po' d'ansia. Ho trentacinque anni e un mese e secondo me si vedono tutti, ok, la cosa non mi rende felice però basta un minimo di buon senso per capire che mostrare trentacinque anni non è sicuramente la fine del mondo. Il problema diventa quando se ne dimostrano di più. Quanti di più? Perché il giovane-impiegato-sicuramente-di-banca mi ha chiesto se desideravo sedermi?
Oggi ho messo il cappottino spigato stile impero che si chiude con un nastro di pelle sotto al seno. Forse che il giovane-impiegato-sicuramente-di-banca abbia pensato che io fossi incinta?
Sarebbe orribile, peggio del sembrare più vecchia perché se c'è una cosa che mi mette davvero di cattivo umore è sapere di essere ingrassata. E temo che tra le due alternative la seconda sia stata quella che ha tratto in inganno il povero impiegato.
Sconsolata ho cominciato a scrutarmi: di profilo, tre quarti...Non mi sembra di aver messo su pancia durante la nottata, però quel tipo lì mi ha offerto il suo posto e prima mi ha osservata a lungo.
E' lunedì e piove e il cielo è tutto grigio e io molto probabilmente sono anche più grassa o forse sembro più vecchia. E come se non bastasse mi è già venuta fame e sono solo le 11.19.

Cibo ingerito durante il weekend:
- Brioche alla marmellata per colazione (le brioche sono un'abitudine, le mangio ogni mattina)
- Semolino con olio e parmigiano (pranzo del sabato per fare in fretta)
- Nachos con salsina+bastoncini di sfoglia al sesamo accompagnati da 4 (?) flute di prosecco
- Torta salata con carciofi ,pancetta, panna e uova
- Arista arrosto accompagnata da 2 bicchieri di Chianti
- Insalata di songino con gorgonzola, mela verde, uvetta e noci
- Tomino alla piastra
- Fragole e panna in quantità variabile, accompagnate da un bicchierino di passito di Pantelleria.


Che mi stia trasformando in Bridget Jones?
$$$POSTSEPARATOR$$$ 10699927$$$ITEMSEPARATOR$$$ 25/01/2007 16:54$$$ITEMSEPARATOR$$$ mi frulla in testa$$$ITEMSEPARATOR$$$ $$$ITEMSEPARATOR$$$

Nel nome del padre e della madre

Adesso che sarà possibile dare ai propri figli entrambi i cognomi ho idea che si innescheranno nuovi motivi di malcontento. Già è difficile trovare un accordo per il nome proprio da destinare al nascituro, figuriamoci adesso che si dovrà decidere anche quale cognome dare,  quello del padre, della madre o entrambi.

Prevarrà sicuramente una scelta eufonica ma che scatenerà, presumo, una serie di musi lunghi fra nonni, zii e prozii. Nel caso in cui si decidesse per l'assegnamento di tutti e due i cognomi si sceglierà l'ordine in base a quello alfabetico. Io penso sia giusto dare entrambi i cognomi, come succede già in Spagna da sempre, ma mettendo per primo quello paterno che sarà poi quello da tramandare.

Mi ricordo quando studiavo Genetica: oltre all'esempio di Mendel per la trasmissione dei geni c'era anche quello dei cognomi spagnoli che essendo doppi potevano rappresentare il gene dominante (cognome paterno) e quello recessivo (materno). Questo discorso c'entra poco con il ddl appena emesso, mi rendo conto, ma a me ha sempre affascinato.

$$$POSTSEPARATOR$$$ 10458879$$$ITEMSEPARATOR$$$ 05/01/2007 16:31$$$ITEMSEPARATOR$$$ mi frulla in testa$$$ITEMSEPARATOR$$$ $$$ITEMSEPARATOR$$$

2007

Ci sono anch'io dentro questo anno nuovo nuovo. Diciamo che il 2006 non si è concluso nel migliore dei modi e di conseguenza il 2007 non è cominciato in maniera grandiosa - fatta eccezione per un grattaevinci comprato chissà perché, che mi ha fatto vincere ben 7 euro - ma il mio umore stranamente non era malinconico o tendente al depressivo anzi. Ho pensato: be' peggio di così... adesso sarà tutto in discesa. Il numero 7 mi piace, con la sua grazia geometrica e i suoi innumerevoli simboli. C'è una cosa che non mi spiego in questo principio d'anno. Ho comprato la nuova agenda Moleskine, ne ho scelto una con la copertina morbida con i giorni organizzati in settimane così da risultare anche meno ingombrante. Ieri, che è stato il primo giorno di vero lavoro, l'ho inaugurata e ho scoperto che parte dal 26 giugno 2006 e arriva al 6 gennaio 2008. Perché cominciare un'agenda dal 26 giugno? Non potete immaginare il fastidio che mi dà. Più che altro perché non ci trovo un filo logico. Qualcuno sa darmi qualche spiegazione?

$$$POSTSEPARATOR$$$ 10300393$$$ITEMSEPARATOR$$$ 20/12/2006 14:32$$$ITEMSEPARATOR$$$ mi frulla in testa$$$ITEMSEPARATOR$$$ $$$ITEMSEPARATOR$$$

E tu, cosa fai a Natale?

Peggio di questa domanda c'è solo la variante Cosa fai a Capodanno. Che ci importa sapere cosa fanno a Natale i colleghi, i conoscenti, gli amici e i parenti che vedi giusto in occasioni straordinarie? Immagino che non interessi a nessuno in realtà saperlo, ma la domanda viene posta lo stesso. La risposta, solitamente, comincia con un sospiro. Credo che il sospiro l'abbia fatto anche Kate Middleton, costretta lei a rispondere ai giornalisti invadenti. Ebbene, la giovane fidanzata di William ha declinato l'invito della regina al pranzo di Natale. Preferisce trascorrerlo con la propria famiglia, dal momento che non è ancora imparentata ufficialmente con i Windsor.  Sembra simpatica questa ragazza, anche se secondo me non ha per niente l'allure di una futura regina. Troppo semplice, troppo ragazza della porta accanto, troppo casual, troppo furbetta. Questo rifiuto mi puzza tanto di "finché non decidi una data io dai tuoi parenti non ci vado". Poi, quando la data la spuntano, si sposano con tutti i crismi e diventano principesse senza pedigree si lamentano che è dura la vita a corte. Ora, io non ho mai provato ma immagino - e lo dico senza citare esempi di vita davvero tragica - che sia più dura lavorare 40/50 ore a settimana in un'azienda qualsiasi, con un mutuo sulla testa, nessuna gratificazione professionale, una casa da gestire, le bollette da pagare, la tredicesima che non arriva in tempo, la banca che ti chiama, i figli che vogliono come regalo un camper di una certa marca di bambole che non si trova da nessuna parte e non sai cosa inventarti per non deluderli, il pranzo di natale con i suoceri che hanno anche loro un protocollo rigido a cui devi sottostare ma nessuna tenuta in campagna con tanto di valletti e maggiordomi. Magari Kate non si lamenterà e diventerà una principessa perfetta. Il pranzo di natale, però, per il momento se l'è schivato.

 

$$$POSTSEPARATOR$$$ 9157896$$$ITEMSEPARATOR$$$ 07/09/2006 14:45$$$ITEMSEPARATOR$$$ mi frulla in testa$$$ITEMSEPARATOR$$$ $$$ITEMSEPARATOR$$$

La "grazia" degli uomini

Mi fanno ridere tutti questi maschietti blogger che scrivono sul blog di Grazia. Mi fanno ridere perché cercano di attirare l'attenzione delle donne, solo e unicamente per vederle desiderose di essere desiderate da loro. Uomini che si descrivono quasi sempre  complicati, problematici, belli e impossibili. Scrivono cose così smaccatamente provocatorie, ma di un provocatorio talmente ovvio che viene solo voglia di sbadigliare. O di fare dell'ironia. Insomma,  continuano a lanciare sfide per stare al centro dell'attenzione. E le foto che li ritraggono le avete viste? Ma perché si mettono in posa? Perché fanno queste facce da tenebrosi, con lo sguardo ammiccante, la sigaretta che penzola dalle labbra, gli occhi supplicanti e quell'aria da intellettuale che soffre perchè costretto a vivere in questo mondo volgave e ignovante. Mah. C'è da dire che finchè ci saranno donne che gli vanno dietro questi mica la smetteranno.

$$$POSTSEPARATOR$$$ 8871244$$$ITEMSEPARATOR$$$ 04/08/2006 15:59$$$ITEMSEPARATOR$$$ mi frulla in testa$$$ITEMSEPARATOR$$$ $$$ITEMSEPARATOR$$$

Il giorno più bello.

La vigilia della chiusura è un giorno di straordinaria leggerezza. Ognuno arriva all'orario più consono alle proprie esigenze, c'è chi racconta il programma del proprio viaggio, c'è chi dopo un anno di giacca e cravatta si concede un paio di jeans e una maglietta e chi si porta i figli appresso. Usanza quest'ultima molto frequente fra i miei colleghi. I figli vengono presentati a tutti i reparti compreso il reparto IT, solitamente ignorato e relegato alle stanze più buie e umide di tutto il palazzo. Il bambino o la bambina, di età variabile dai 2 ai 7 anni, è disorientato, stordito da tutte queste facce nuove e sorridenti che pretendono di baciarlo, abbracciarlo, coccolarlo e a un certo punto scoppia a piangere rifugiandosi tra le braccia del genitore. Per intrattenerlo, a turno tutti i colleghi gli insegnano il solitario al computer, gli danno un foglio e una matita per disegnare o un pacchetto di crackers sbriciolati. Poi, verso le 12.00/12.30 cominciano i giri dei saluti: "Ciao neh, ci si vede a settembre...riposati, divertiti...dov'è che vai? Ah bellissimo! Ci sono stato due anni fa ...no quest'anno andrò in montagna, sai coi bambini piccoli un po' d'aria buona ci vuole..."  oppure "Ciao bella...sì io torno all'apertura, parto stasera ma prima mi fermo in Versilia dai miei e poi raggiungo le mie amiche a Formentera...senti quest'anno è andata così, dovevo andare a Cuba ma poi con Pierpaolo ci siamo lasciati e quindi nisba...guarda non voglio pensare a nulla, vado giusto per rilassarmi perché ne ho bisogno e voglio divertirmi". E poi i baci sulle guance, gli abbracci come se non ci si dovesse vedere più. In fondo lo si spera anche, o forse non ci si vuole rendere conto che passeranno solo venti giorni e ci si ritroverà di nuovo qui. Un po' più rilassati, abbronzati e magari un filo più felici, ma sempre gli stessi poveri illusi, convinti che bastino un paio di settimane per potersi riscattare da un anno di atrocità e noia.

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Riflessioni oziose di mezza estate.

L'altro giorno mi domandavo: Che fine ha fatto lo "Squash"?

La domanda mi è sorta durante la pigra visione di una commedia americana risalente agli anni '80 dal titolo ridicolo, mi rendo conto solo adesso. A un certo punto il protagonista e il suo comprimario vanno a giocare a Squash e mentre saltellano come canguri, lanciando la pallina contro il muro e sudando copiosamente, si scambiano delle confidenze.

Negli anni '80 non c'era film americano in cui, a un certo punto, i due personaggi principali non giocassero a Squash. E durante l'allenamento, sempre faticosissimo, succedeva qualcosa. I dialoghi durante il gioco erano fittissimi e rivelatori e ovviamente ansimati. Lo spettatore durante quelle scene lì faticava più degli attori, era una sofferenza davvero inutile perché tra lo stridìo delle scarpe da tennis sul parquet e il rimbombo della pallina contro il muro e questo ansimare fastidiosissimo si faceva fatica a carpire tutte le battute.

Poi il nulla. Lo Squash non se l'è filato più nessuno. Perché? Forse gli attori si sono uniti in qualche corporazione e si rifiutano di girare le scene in cui si gioca a Squash? Fatto sta che lo Squash è stato lo sport ufficiale del cinema anni '80. Ma cosa l'ha sostituito? Penso e ripenso ma non mi viene in mente niente.

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Notti Magiche

Ho voglia di dire anch'io qualcosa su questa vittoria strappata per un soffio o forse per qualche parola in più.

Questo mondiale, questa finale è un bell' insegnamento che dovremmo tenere a mente sempre: non si vince mai perché ce lo siamo meritati, ma perché in quel momento abbiamo avuto fortuna.

Quindi impegnatevi in quello che state facendo nella vostra vita - per carità i cialtroni non piacciono a nessuno - ma non investite troppo, non date fondo al barile delle vostre forze e della vostra volontà per perseguire un solo unico obiettivo.

Prendetevela pure comoda e ogni tanto concedetevi di sbagliare o di non avere semplicemente voglia. Tanto la fortuna mica vi vede.

In ogni caso, anche se gli Azzurri non ci hanno regalato le stesse emozioni dell' 82 - io avevo dieci anni e me lo ricordo come se fosse stato quattro anni fa e vi chiedo perfavore di smetterla di paragonare l'urlo di Grosso a quello di Tardelli - sono contenta che l'Italia abbia vinto, e soprattutto contro la Francia e soprattutto ai rigori perché questo ci dà speranza. La speranza che la ruota giri per davvero e che prima o poi la rivincita arrivi. E una rivincita ha un sapore ancora più dolce di una semplice 'vincita'.

E adesso non ci resta che sperare che il pil si alzi per davvero.

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I voti che mancano.

Domanda: ma i partecipanti ai vari reality show, in onda in questi mesi caldi, avranno votato? E se si come? Non è che a Silvio verrà in mente di organizzare un election day speciale all'interno della Casa o della Fattoria, quella in Marocco e quella musicale, per ribaltare i risultati?

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L'incompreso

Quei quattro gatti che mi leggono sanno benissimo che qui si scrive di amenità, frivolezze e gossip autoreferenziale e che mai ci si lascia andare ad argomenti seri e impegnativi come la politica. Ma in questi  giorni di frenesia pre-elettorale, non si può far finta di niente, è come durante la settimana di Sanremo, si parla solo di quello e anch'io voglio dire la mia.

Ma non voglio divagare, quello che ho da dire è giusto un'osservazione, un pensiero che mi è passato per la mente ieri sera mentre guardavo il tiggì.  La notizia riguardava la vicenda dei bambini lessati in Cina. L'infelice sortita del Cavaliere che fra il grottesco e il banale trova lo spazio per la risata. Una risata amara come fiele che ti fa pensare all'arrampicamento sugli specchi, alla mancanza di  argomentazioni e che naturalmente non ha fatto ridere nel modo in cui intendeva lui, quando messo alle strette, ha tirato fuori la solita lagna del "Non hanno capito la mia ironia. Era solo una battuta per allentare la tensione di due ore di discorso".  Il solito appello alla mancanza di sense of humour di tutti quelli che lo criticano e quindi lo fraintendono.

Ho sempre pensato che per sopravvivere bisogna possedere una buona dose di ironia. Quella del Cavaliere ci farà morire tutti. E non dalle risate.

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Vuoi star bene? Lamentati.

 A me la felicità non mi si addice proprio. La provo, me la guardo addosso ma non mi piace come mi sta. E’ come se indossassi l’abito sfoggiato da Charlize Theron agli Oscar – quello grigio verde con l’enorme fiocco sulla spalla -  o se mi facessi il caschetto di Sienna Miller.

Ogni tanto, cado in qualche tragico errore e mi lascio tentare da umori più accesi come l’ estroversione, la spiritosaggine, l’allegria incondizionata o la felicità per l’appunto. E pago caramente le conseguenze di tanta sventatezza. Sono cinica, acida e lamentosa. E sto davvero bene così.

 

Del resto, per sfoggiare certi attributi ci vuole il fisico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tornata dalle vacanze, avverto sempre una certa sensazione di vuoto. Ogni volta che cambia l'anno mi aspetto che tutte le novità eclatanti debbano accadere nei primi quindici giorni di gennaio e la mancanza di esse - di conseguenza il ripetersi del solito tran-tran - mi delude in modo esagerato.

Il Natale è trascorso come al solito -  e meno male direi -  in modo tranquillo. A parte la crisi isterica di mia madre alla notizia della gravidanza di Fiona, il tutto si è svolto secondo tradizione. Quest'anno però, considerato lo stato precario del suo equilibrio psichico, ho preferito trascorrere tutte le feste con lei. Mia sorella Catherine, egoista come al solito, giorno ventitrè ha preso un aereo ed è andata a St.Barth a trascorrere le vacanze assieme a C.J.

E così io mi sono dovuto accollare le nevrosi festive tutta da sola. Il giorno della vigilia di Natale è successa una cosa buffa: Ellie Cabot De Bois, la nuora della amica di mia madre è giunta a casa nostra in visibile stato di agitazione. Tremava tutta e urlava come un'aquila. A quanto pare il suo maritino l'ha mollata la settimana prima di Natale ed è tornato a vivere con la madre, e non ha più voluto vederla. Ellie è andata fuori dalla grazia di dio e ha fatto irruzione a casa dei suoceri, ma non l'hanno nemmeno fatta entrare. E' stata una scena umiliante, lei che pestava la porta a pugni e i suoceri che rispondevano che non c'era nessuno. E così poverina non sapendo dove andare è venuta da noi a sfogarsi. Ma quella simpaticona della suocera, ha accusato mia madre di poca lealtà e senso dell'amicizia perché ha accolto Ellie che a quanto pare ha commesso qualcosa di imperdonabile ma che noi ancora non siamo riusciti a capire.

Certo è brutto quando queste cose accadono sotto Natale, perché le feste amplificano qualsiasi tipo di emozione. Per questo io cerco di isolarmi totalmente, perché so che traviso il senso delle cose sotto l'effetto dello spirito natalizio. E così mi concedo il lusso di rimanermene a casa a poltrire un po' di più, e mi rendo irraggiungibile.

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 Il cinema è la vita senza le parti noiose.

A. Hitchcock

Ecco, in questo momento la mia vita è...come dire...poco cinematografica.

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Oggi compio trentatrè anni.

Un numero particolarmente amato dai medici. E dai logopedisti.

E' un'età interessante per una donna, perché è l'età giusta per fare un figlio, un decollèté nuovo, un viaggio intorno al mondo, giocare a golf, comprare un appartamento, sposarsi anche, perché no?

Nel caso in cui nessuna delle cose elencate sopra vi alletti, potete scegliere di non fare proprio nulla oppure potete acquistare  una borsa: Hermes, naturalmente, i trenta sono l'età giusta per cominciare a sfoggiarla.

Auguri a tutte le bimbe di trenta e tot anni.

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Bene, adesso non si può fumare in nessun luogo pubblico. La cosa non mi rende felice ma mi adeguo senza troppe storie. Sarebbe bello però se si vietasse l'ingresso anche ai bambini oltre che alle sigarette, perché a me così come a tanti altri danno fastidio. Quel loro schiamazzare, correre, spintonare...L'altro giorno, in un elegante ristorante del centro un bambino di circa tre anni si aggirava fra i tavoli con le manine unte di cibo. Il pargolo, non so per quale imperscrutabile motivo, è venuto da me, improvvisamente, e ha posato le manine unte sulle mie cosce, lasciando in omaggio una bella macchia sulla mia gonna Chanel. D'accordo, le sigarette sono nocive alla salute altrui oltre che alla propria e va bene, ma perché io devo sopportare le angherie dei figli degli altri quando gusto un piatto di maltagliati ai funghi porcini? Oppure le urla disperate di questi marmocchietti mentre io sto piacevolmente conversando? Create delle sale apposite per clienti al di sotto dei quattordici anni perfavore, sono nocivi  alla salute mentale di chi ha il buon senso di non imporre la presenza dei propri rampolli in società,o di chi hal i buon senso di non metterne al mondo, sapendo che poi non è capace di educarli.

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